MANIFESTO DEL LAMONE PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   

Lunedì 4 febbraio 2017 presso il Municipio di Faenza.

L'ASSESSORA R.E-R PAOLA GAZZOLO


I SINDACI DI MARRADI  BRISIGHELLA


FAENZA RUSSI  BAGNACAVALLO RAVENNA

 

HANNO SOTTOSCRITTO QUESTO

 

MANIFESTO


TERRE DEL LAMONE

Il percorso più diretto che collega Ravenna e Firenze, nel tratto Romagnolo, costeggia il Fiume LAMONE.

Il Fiume è punteggiato da piccoli agglomerati urbani, e le comunità che si raccolgono attorno ai fiumi costituiscono un patrimonio inestimabile, ciascuna con le proprie abitudini, i propri ritmi, le proprie attività.

I fiumi uniscono e vivificano il territorio, poichè nei fiumi scorre l’acqua e nei loro alvei fluiscono anche la storia, la cultura, l’identità delle comunità residenti.

E fluisce in alcuni casi anche la vita, la formazione culturale e l’identità di grandi personaggi. Le terre attraversate dal fiume Lamone, inaftti, sono anche le Terre di Dante, ovvero luoghi che il Sommo Poeta ha visitato nel suo cammino da esule e che oggi possono aiutare a ricostruire la sua storia ed immaginare quanto di ciò che egli ha visto con i propri occhi possa aver ispirato la stesura delle sue immortali opere letterarie.

E' imponente il patrimonio storico disseminato nel territorio: dal Teatro degli Animosi di Marradi, al Collegio S.Giuseppe di Fognano; dalle Rocche di Brisighella e Modigliana, alle Botteghe Ceramiche di Faenza; dalla Piazza Nuova, le pievi e i conventi di Bagnacavallo, a Palazzo San Giacomo di Russi; fino agli innumerevoli monumenti di Ravenna, senza escludere i musei ed i centri di educazione ambientale.

Le attrattive naturalistiche ed ambientali rappresentano una caratteristica rilevante del territorio del Lamone, il cui impluvio comprende anche parte di tre parchi naturali: Foreste Casentinesi, Vena del Gesso Romagnola e Delta del Po, con luoghi unici come le zone umide a nord di Ravenna.

Tradizioni come il Mosaico a Ravenna, l'Intreccio delle Erbe Palustri a Villanova di Bagnacavallo, la Ceramica a Faenza, la Tela Stampata a Ruggine, il Merletto a Brisighella, e la produzione e lavorazione della Canapa di Russi simboleggiano la Storia, la Cultura, le Identità delle Terre del Lamone.

Culla di cultura, di stili di vita, di qualità, il percorso è costellato da eccellenze gastronomiche quali il Tortello di Patate di Casaglia, i Marroni di Marradi, l’Olio di Brisighella, il Bartolaccio di Tredozio, il Mandorlato al Cioccolato di Modigliana, il Bursôn antico vitigno di Bagnacavallo, il Bèl e Còt e i cappelletti e la piada impareggiabile di queste Terre.

Tutto ciò offre opportunità per la fruizione Culturale, Turistica, Gastronomica, Educativa, Ricreativa e Sportiva di tutto il territorio attraversato dal Lamone.

Tali elementi possono rivelarsi "giacimenti" e risorse economiche produttrici di ricchezza e benessere, qualora integrate e promosse all’interno di un contesto paesaggistico riqualificato.

Ciò è ancora più vero oggi, con l’approvazione da parte della Regione Emilia-Romagna della nuova legge sul turismo, che identifica le “destinazioni turistiche di area vasta” come cornice nella quale sviluppare progetti e iniziative in cui valorizzare i territori e i relativi entroterra. Entroterra da sempre considerati elementi secondari e che, invece, se adeguatamente collegati fra di loro anche dal punto di vista della promozione turistica, possono rappresentare il valore aggiunto che può aiutare ad attrarre turisti con interessi diversificati e da tutti i Paesi del Mondo. Le potenzialità sono enormi anche per lo sviluppo del turismo esperienziale, definito come ciò che il turista vive partecipando a momenti di vita quotidiana della destinazione che visita, andando a scavare nelle tradizioni, negli usi e nei costumi, per godere di un’esperienza autentica, unica e personale, sulla base di ciò che caratterizza in via esclusiva quel luogo.

Ma ciò non accade spontaneamente: ha bisogno di essere progettato e curato dall'uomo, che da sempre lotta con la natura per aumentare il proprio benessere, spesso con scarsa consapevolezza di ove esso si possa trovare: non nella crescita indistinta, ma nello sviluppo sostenibile.

Le criticità e il degrado ambientale si declinano come inquinamento, pericolo idraulico, perdita di biodiversità, compromissione del paesaggio, riduzione degli spazi di fruizione pubblica.

Dai fiumi, tuttavia, può scaturire un processo di rigenerazione ambientale, di riqualificazione economica, di inclusione sociale, di riscatto identitario.

Occorre dare più respiro, più spazio ai corsi d’acqua, stringendo un patto, una nuova alleanza fra comunità, cittadini, associazioni, enti locali, enti di governo del territorio e l’ambiente stesso.

Un patto che, tra le diverse possibilità, può assumere la forma del Contratto di Fiume: un accordo che porta le comunità attive, beneficiate dalla presenza del fiume, ad impegnarsi ad un dialogo nuovo, a creare e condividere opportunità ed esperienze, permette di adottare un sistema di regole basate su criteri di pubblica utilità, per mezzo del quale tutta la comunità si prende cura del fiume e del territorio.

È un patto che non disdegna l’attivazione di nuove forme di governance, di pianificazione, di una vasta partecipazione locale al processo decisionale con il coinvolgimento del maggior numero di soggetti possibile per il raggiungimento degli scopi proposti: dagli enti di gestione del territorio alle associazioni di categoria professionali, dalle associazioni culturali e ambientaliste al singolo cittadino, tutti possono concorrere al processo decisionale di governance territoriale.

Il Contratto di Fiume può veicolare la diffusione delle buone pratiche di sostenibilità e lo strumento di risoluzione dei conflitti fra proprietari terrieri, agricoltori, enti locali, ambientalisti, eco turisti, pescatori, cacciatori e tutti gli altri portatori di interesse.

Abbiamo bisogno di tutelare meglio il nostro territorio: di prevenire il pericolo idraulico, di irrobustire la rete ecologica, di conservare il patrimonio di biodiversità, di innescare meccanismi mirati anche ad elevare l'offerta economica e turistica locale.

Prendiamoci cura del nostro territorio, partendo dai fiumi e costruendo, attorno ad essi, comunità intelligenti e sostenibili.

Il Fiume Lamone, inserito in un contesto ambientale di pregevole impatto paesaggistico, accessibile, con importanti garanzie di sicurezza, può offrire, alle Comunità ed alle Famiglie che vivono lungo il suo corso, opportunità ulteriori di fruizione, ricchezza e benessere.

Gli insediamenti rurali rivieraschi, possono assumere il ruolo di nodi economici nella rete di opportunità turistico – gastronomico – ecologica a seconda della loro vocazione: agriturismi, produttori tradizionali, produttori specializzati (bio e non), ecc.

Gli itinerari/percorsi, pedonali, ciclabili, ippici, collocati nella fascia fluviale o più complessivamente nella zona di graduale transizione tra aree urbane e corso d’acqua, costituiscono una forma di rivitalizzazione delle sponde al pari di presidio per il mantenimento ed il controllo dell’integrità delle stesse. La navigabilità di tratti di fiume con kajak o canoe può diventare l'occasione per conoscere il territorio guardandolo da un'altra prospettiva.

TENUTO CONTO CHE

in occasione del IX TAVOLO NAZIONALE DEI CONTRATTI DI FIUME, tenutosi a Venezia il 19/11/2014, gli aderenti al percorso partecipato Lamone Bene Comune, promosso dal Comune di Bagnacavallo e dalla Provincia di Ravenna, hanno chiesto, nella loro proposta di Manifesto delle Terre del Lamone, alle Istituzioni Metropolitane, Provinciali, Comunali di farsi promotori di un Patto condiviso che porti il Lamone, nella visione unitaria del Contratto di Fiume, ad essere inteso come un contesto territoriale abitato da un'unica Comunità, desiderosa di valorizzare un mosaico di eccellenze nel quadro unitario delle TERRE DEL LAMONE, auspicando il coinvolgimento della Comunità stessa nella sua più ampia accezione nella costruzione di un orizzonte in cui il fiume si collochi come paradigma di sicurezza e benessere, meritevole di essere vissuto e curato.

CONSIDERATO CHE

Il Contratto di Fiume è un accordo che impegna le comunità attive beneficiate dalla presenza del fiume ad impegnarsi in un dialogo nuovo, a creare e condividere opportunità ed esperienze, permette di adottare un sistema di regole basate su criteri di pubblica utilità quale strumento di programmazione negoziata che si integra con un complesso di azioni mirate ad elevare l’offerta economica e turistica del territorio. In particolare, promuove l’attivazione di nuove forme di governance e partecipazione, di pianificazione, una vasta partecipazione locale al processo decisionale, il coinvolgimento del maggior numero di soggetti per il raggiungimento degli scopi proposti.

TUTTO CIO' PREMESSO

Con questo Manifesto, inteso come il primo passo per la costituzione di un Contratto di Fiume, si intende adottare un processo per conseguire obiettivi strategici quali:

  • aumento della manutenzione in un’ottica di aumento della sicurezza fluviale, ricercando anche accordi o convenzioni con privati o forme associative del volontariato;

  • miglioramento della qualità ambientale e dello stato ecologico dei corpi idrici e degli eco-sistemi connessi;

  • miglioramento dell’uso e della gestione integrata della risorsa idrica, attraverso linee strategiche che aumentino la sicurezza, la fruibilità delle acque e delle aree periacquatiche, l’inversione dei processi di degrado e l’aumento della capacità di resilienza del territorio, secondo processi di “adattamento” al cambiamento climatico, diminuzione del rischio alluvioni, carenza idrica e siccità;

  • tutela della biodiversità, irrobustimento della rete ecologica, difesa del paesaggio;

  • maggiore integrazione fra le politiche di settore (politiche dell'ambiente, dell’agricoltura, del turismo, dell’energia, dei trasporti, ecc) e le politiche dei singoli enti, anche nel coordinamento con gli strumenti di pianificazione e programmazione esistente (programmazione europea 2014-2020) e futura;

  • evoluzione del processo basata sulla partecipazione e sul coinvolgimento delle comunità, a partire dalla costruzione dei contenuti, in un’ottica di sensibilizzazione formazione e responsabilizzazione.

SI CONVIENE CHE

  • l’acqua e i fiumi sono beni comuni che devono essere gestiti con un modello di governance, che prevede il coinvolgimento di soggetti istituzionali, comunità e cittadini, di tutti coloro che usano l’acqua e vivono il territorio;

  • è necessario superare la frammentazione di competenze e di risorse esistenti per dare concretezza a politiche di rigenerazione ambientale e socio-economica e per favorire la coerenza e l’integrazione delle strategie di sviluppo, il confronto e il coordinamento con la pianificazione, con le diverse politiche e con la programmazione strategica e finanziaria;

  • per migliorare lo stato di qualità ambientale dei corpi idrici, è necessario intervenire coinvolgendo una molteplicità di strategie, in coerenza con i rispettivi piani di settore, con le realtà produttive, associative e della società civile, senza il cui coinvolgimento non è possibile attuare una reale gestione integrata delle acque.

SI PROPONGONO ALCUNE LINEE DI AZIONE

1) Il tema principale, ma non esclusivo, da affrontare per poter vivere e valorizzare il fiume è innanzitutto quello della gestione e messa in sicurezza dello stesso.

Per questo motivo i sottoscrittori si faranno prima di tutto promotori della costituzione di un tavolo di lavoro che riunisca tutti gli enti coinvolti nella manutenzione e gestione del fiume (Regione Emilia-Romagna, Autorità di Distretto idrografico del Fiume Po, Agenzia di Protezione Civile, Consorzi di Bonifica, Parchi, ecc.) per individuare nuove modalità di manutenzione del fiume, cercando di superare la frammentazione di competenze che contraddistingue questa materia.

2) Il nodo per la fruizione del fiume sono le reti di trasporto concepite come un sistema integrato di mobilità dolce: una linea ferroviaria rinnovata e riqualificata, una ciclabilità e pedonalità sicura degli argini favorita dalla manutenzione costante, una navigabilità del fiume per kajak e piccole imbarcazioni, ecc.

E lungo le reti è fondamentale che i fruitori trovino punti di informazione e di ristoro, che li guidino lungo il percorso di scoperta.

Vanno pertanto comprese nel futuro Contratto di Fiume azioni di qualificazione o riqualificazione:

Dei percorsi ciclabili, pedonali, ippici:

  • Messaggistica e cartellonistica omogenea e ben leggibile.

  • Percorsi collaudati, segnalati, mappati con e senza guida a partire da ogni stazione di fermata del treno.

Della ferrovia:

  • Mobilità in un’ottica di servizio complessivo Ravenna – Faenza - Terre del Lamone - Mugello - Firenze.

  • Disponibilità di trasporto bici

  • Servizi per i diversamente abili

  • Servizi di accoglienza presso ogni stazione con possibilità per il turista di disporre un’offerta omogenea per ogni fermata

  • Possibilità di noleggio di bici ed eventualmente di poterla consegnare presso altra stazione successiva/precedente



Dell'accoglienza:

L’ospitalità e l’accoglienza costituiscono altro elemento qualificante del Contratto: si punta ad un’offerta ricettiva complessiva con proposte diverse ma integrate fra due diverse Regioni. La gastronomia e la produzione alimentare tradizionale o specializzata, sono un capitolo importante dell’azione complessiva che deve tendere a:

  • Offerta di opportunità gastronomiche, ricettive, della tradizione e dell’artigianato

  • Integrazione fra offerta ambientale dei parchi, culturale dei musei, ecc. del territorio, anche attraverso la realizzazione di strumenti informativi dedicati di supporto per veicolare le informazioni

 

Gli aderenti al Manifesto, propedeutico al Contratto di Fiume, Terre del Lamone s’impegnano a favorire la realizzazione di questo orizzonte comune, coordinandosi anche nella fase di presentazione di candidature a progetti europei o finanziamenti ordinari e straordinari per realizzare azioni comuni lungo l’asta fluviale approfondendo di volta in volta uno o più aspetti fra quelli sopra elencati.